Luci, lucciole e luccicanze

Infinite ispirazioni dal mondo della stampa antica giapponese April 13 2016, 0 Comments

Nel precedente post ho anticipato il tema di una mostra che aprirà prossimamente (12 maggio 2016) presso la Galleria Ai Tre Torchi, specializzata in stampe d'autore antiche, moderne e stampe giapponesi.

Dai tempi dell'Accademia, questa storica galleria torinese è il mio libro sempre aperto e vario dove scoprire e studiare tecniche e soggetti. Perché un artista o designer lo sa, che guardare un bel libro non è sufficiente per capire. Il contatto visivo e tattile con un'opera originale è in assoluto il migliore strumento di ricerca.

Per la prossima mostra "NISHIKI-E, Broccati e Stampe" (錦絵 brocade picture) dedicata alle dame di corte al Palazzo Chiyoda e ai loro magnifici abiti, preparatevi ad osservare attentamente la miriade di abbinamenti cromatici, fantasie e pattern con cui l'autore Chikanobu (Giappone, 1838-1912) ha reso unici e sontuosi i trittici realizzati con la tecnica della xilografia. Ad ogni colore corrisponde una lastra di legno sapientemente scolpita. Appaiono per questo motivo stampe ancora più preziose grazie alla varietà e alla bellezza delle numerose sfumature.

Chikanobu

L'occasione è il 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.
Sul sitoweb delle celebrazioni potrete scoprire le manifestazioni dedicate all'evento.

Mentre, per darvi un assaggio dell'opera di questo raffinato artista,
ho scelto di selezionare alcuni particolari.

Buona visione!

Chikanobu 1

Da notare la goffratura, ovvero il motivo a rilievo con una stampa a secco (senza inchiostro) che sottolinea la texture dell'abito dando tridimensionalità.


Chikanobu 2

Godetevi anche questa risorsa gratuita in rete!


Chikanobu 3

Chikanobu 4

Chikanobu 6

Chikanobu 7

Chikanobu 7

Chikanobu 8

Chikanobu 8

Chikanobu 9

Chikanobu 10


Galleria AI TRE TORCHI
Largo Montebello, 38/A TORINO

Inaugurazione Giovedì 12 Maggio 2016 dalle ore 18,00
la mostra sarà visitabile fino a sabato 11 giugno 2016

orario: da martedì a venerdì 10.30 - 19.30 - sabato 16.00 - 19.30

Richiedi di essere informato degli eventi aitretorchi@libero.it 


Japanese Ornamental Designs April 08 2016, 0 Comments

Fervono i preparativi per maggio, il mese dei libri a Torino e Atelier BiBi presenterà quest'anno tre edizioni dedicate a crafters, artisti e designer alla ricerca di stimoli.

Japanese Ornamental Designs è un libro senza parole, ma non muto.

japanese ornamental designs

 

Si legge attraverso le immagini e le figure che emergono dai patterns dei preziosi tessuti di un antico campionario giapponese. Riprodotto fedelmente in 50 pagine con tutto il suo secolo di vita, le macchie e la consunta carta di riso su cui sono applicati circa 140 frammenti di broccati in seta fantasia.

Il linguaggio parlato è quello del significato dei simboli. Dalle semplici geometrie (tre esagoni, Bishamon Kikkō) che nascondono valori universali come "buona fortuna", alle figure zoomorfe che promettono longevità come la gru e la tartaruga (Kikkō) o fertilità come la lepre.

 page

turtle

rabbit

Non mancano i motivi decorativi riservati ai diplomatici, riconoscibili dal numero di dita dei draghi (quattro per loro e solo tre dita per tutti gli altri).

dragon four fingers

Mentre, tra i classici, vi sono i candidi fiori di ciliegio che furono anche simbolo di morte associato ai caduti in guerra.

cherry blossoms

Anche le fantasie a quadretti, hanno un nome e un cognome: Ichimatsu moyō, forse per la moda lanciata dall’attore del Teatro Kabuki, Ichigatsu Sanogawa (1722 – 1762), che portò Hakama a quadri.

squares

Shippō invece che a noi occidentali potrebbe apparire come una semplice fantasia di cerchi sovrapposti, crea invece un motivo detto dei "Sette tesori" narrati dalla dottrina buddista.
Un simbolo importante che suggerisce il valore delle relazioni armoniose.

shippo

Personalmente, oltre alla ricerca dei significati, ciò che adoro è proprio la raccolta in sè, ovvero l'abitudine di catalogare reperti in modo sistematico.

E questo raro tesoro meritava di essere diffuso e apprezzato non solo dai collezionisti ma anche da chi si affaccia al mondo del pattern design. Un mondo che non può e non deve essere miseramente solo estetico.

Il libro sarà presentato presso la Galleria Ai Tre Torchi il 12 maggio durante l'inaugurazione di una mostra dedicata ai sontuosi abiti delle donne di palazzo (Nishiki-e, Broccati e stampe). Sarà inoltre disponibile al Salone del Libro di Torino presso lo stand dei piccoli editori piemontesi (Prontolibri)

nishiki

Le copie anastatiche sono concepite come riproduzioni di altissima qualità tecnica di edizioni esaurite o dal valore inestimabile.
Spesso realizzate con materiali di qualità superiore diventano presto inaccessibili quasi quanto gli originali.


Atelier BiBi sceglie di pubblicare copie economiche di opere d'arte grafica dedicate a studenti e crafters.

La qualità di stampa permette una buona leggibilità dei particolari rendendo i contenuti fruibili e apprezzabili da chiunque.
Vengono conservati dove possibile tutti gli elementi che contraddistinguono gli originali,
comprese le imperfezioni tipiche della produzione artigianale d'epoca.


Edizioni dedicate non solo a profondi conoscitori dei contenuti di particolare pregio artistico ma anche ad appassionati di estetica della pagina.
Macchie, colori, etichette, timbri e quant'altro rende speciale un'opera antica.


Dove possibile è stata indicata la fonte. L'Atelier BiBi quindi contribuisce alla divulgazione
ma anche alla conservazione di temi e conoscenze destinate a scomparire.

 (Piera Luisolo, Torino 2016)

 


Perché celebrare il primo centenario del movimento dadaista? January 27 2016, 0 Comments

Giovedì 11 Febbraio presso la Galleria AI TRE TORCHI di Torino, inauguriamo una mostra dal titolo X DADA/TORINO 2016/ZURIGO 1916.
E non ci sentiamo neanche un pò anacronistiche a celebrare una corrente di pensiero vecchia di 100 anni.
Vi spiego il perché.

Il movimento (all'epoca era uno sparuto gruppetto) esordisce con un evento eccentrico e innovativo il 5 febbraio 1916 a Zurigo presso il Cabaret Voltaire, un locale fondato dal poeta Hugo Ball e da sua moglie Emmy Hennings.

Subito evidente è che Dada accetta e contagia le persone che desiderano partecipare a questo gioco collettivo. E ancora oggi, noi raccogliamo la loro eredità per l'imperituro desiderio di giocare e confermando così la loro immortalità e la continuità di certi valori.

La parte più "seria" e ufficiale di tutta la faccenda è che lo stile Dada nasce come risposta degli artisti alle assurdità della guerra. Come a voler soffocare l'orrore che imperversava in Europa. Esorcizzavano la paura con rumori ipnotizzanti, colori e forme eccentriche, estraendo parti di persone dalle riviste e ricomponendole su un foglio. Creando nuovi mostri o proto-super-eroi. Come Hannah Hoch o Max Ernst. I mezzi erano infiniti, considerando che tele e pennelli non erano più l'unico mezzo espressivo in circolazione. Tutto era ammesso, anche quel famoso sanitario in ceramica.

Il Dadaismo però ha affascinato tanti artisti contemporanei, a mio avviso, anche per la componente umana, fallace e instabile, che manca ad altre correnti.

L'artista ha l'illusione di aggregarsi idealmente ad un gruppo con cui condividere le proprie creazioni, allentando la frustrazione che nasce dalla solitudine artistica.
L'incomprensione che ti regala il pubblico e la comprensione che ti regalano i colleghi, che appoggiano i più alti vertici della tua follia, rimane una delle componenti più preziose di quel periodo.
Dada è "ornare di colori diversi il giardino zoologico dell'arte" dice Tristan Tzara.

Lasciamo stare Marcel Duchamp che era troppo avanti, anche per noi. Vediamo chi altri ha suggerito cose.

Kurt Schwitters ha ispirato i collage di P'tit Louis nel dare un senso estetico a qualcosa che è un semplice ritaglio senza significato. Non ci sono nè etica del riciclo con conseguente abbattimento del consumismo, nè chissà quale recondito significato politico. Piuttosto il tentativo di rendere bello qualcosa che di per sè non lo è. Raggruppando e fissando.


P'tit Louis (Il borsellino vuoto)

Geometrizzare ogni cosa nella speranza di dare un senso compiuto a fatti inspiegabili: "le macchine senza nome" di Picabia sono come l'invisibile compasso di Margo Plenge che misura ogni cosa come una pratica calmante. Come la sua mania di catturare le ombre sul terreno. E poi la rivoluzione industriale e l'esplosione della meccanica, la linea di produzione, la ripetizione… ed ecco che arriviamo ai nostri patterns come Hans Richter e i suoi ritmi visivi, geometrie che ipnotizzano il pubblico. Mentre noi dobbiamo disintossicarci in qualche modo dall'overdose informatica.


Margo Plenge (Bozzetto)

Guardate quanto era bello il farmaco personificato (Tristan Tzara e Marcel Janco nel loro libro stampato a mano "La prima celestiale avventura di Mr. Antypirine" 16 pagine di concentrato Dada che a loro sembravano una rivolta grafica e a noi sembrano un inno all'eleganza futurista.
Tristan Tzara qui diceva "...Dada non è follia, nè saggezza, nè ironia..." ma non è neanche solo ebbrezza dissacrante, trovo anche molta tristezza nei farfuglianti Dada, la tristezza del clown, nel "circo della vita".
Cercano stupore dentro loro stessi, si drogano di colore e fantasia.

Il titolo dell'opera è il gioco più grande.
In fondo, l'opera astratta è potenzialmente qualsiasi cosa. "Salottino autunnale" potrebbe essere tranquillamente "Polla di carne" oppure in base dall'angolazione da cui la guardi, anche "elefante indiano che prende il tè".


P'tit Louis (Salottino autunnale)

Di una cosa sono certa, non saremo da oggi in poi sempre Dada. E scusateci anche se siamo poco trasgressive. A nostro parere però abbiamo trasgredito questa volta nel modo più evidente. Esponendo noi stesse in un serissimo e sentito costume di carnevale.

E questo ora vi suggerisco, date il vostro titolo al dipinto.
Giocate con noi.

(P. L.)


L'Affiche (entrare nello spirito delle cose) November 13 2015, 1 Comment

Il periodo dadaista sviluppò sistemi insoliti anche a causa della scarsa reperibilità di materiali.
La povertà di mezzi condizionava le azioni degli artisti.

Io e Margo, componiamo pazientemente la forma come se fosse la copertina di un libro fabbricata a due mani, mentre le pagine prenderanno forma giorno dopo giorno nei nostri rispettivi studi (io qui a Torino e lei a Zurigo).

In base al materiale tipografico a disposizione, non poco, non troppo, mai quello che serve,
la composizione prende una forma nuova e non prestabilita.

Le "I" maiuscole sostituiscno gli "1" e le grazie del Bodoni 48 faranno a pugni con i bastoni e tutto si complicherà ulteriormente con il doppio linoleum previsto nella parte centrale.

Ci siamo infatti divise il compito di preparare una matrice secondo le nostre inclinazioni, nell'ipotesi di stamparle sovrapposte con colori trasparenti in modo da creare una terza visione.

Entrambe utilizziamo per lavoro applicativi professionali di impaginazione e stampa e non ignoriamo l'uso di interlinee e spaziature, ma qui la scacchiera ha 32 pezzi non 32.000.000 (e qui sta tutto il divertimento)

Usare la tipografia classica nell'epoca del computer equivale ad un'autotassazione per desiderare di amare un prodotto grafico di più perchè nato imperfetto, con gravi difficoltà, qualche deficit e poche chances di essere riconosciuto.

Comunque, la prima lastra è stata un fallimento per entrambe.

Dopo la prima prova colori: torniamo sul bianco e nero, evitando sovrapposizioni.
Ci siamo prese un pò di tempo, e un linoleum giapponese nuovo di zecca.

Seconda lastra (una sezione triangolare a testa, a formare un rettangolo sul foglio)

 

Anche se uso ancora torchi e caratteri come colori e pennelli senza ricordare le misure tipografiche... 
il mio pensiero va ad Alessandro Zanella, (grazie per i tuoi preziosi insegnamenti).


Quando un foglio di carta, ha un nome e un cognome November 12 2015, 0 Comments

Sempre in previsione della prossima mostra alla Galleria Ai Tre Torchi (desidero tenervi informati anche sulla fase di realizzazione delle opere che verranno esposte, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta a questo lavoro).

In questi giorni sto ristampando in nero alcuni linoleum che per anni sono stati carte decorate multicolor.

La scelta della carta non è mai casuale soprattutto in un caso come questo, in monocromia.
Il colore di questa specialissima "The original Margaret Mill" (Vienna Manufacture) è assolutamente protagonista.

Questa nuova serie in nero (alcuni di voi hanno delle vecchie copie della lastra intera) è caratterizzata da una dimensione ridotta e "ritagliata" del motivo.

La fascia in fondo porta diversi timbri e personalizzazioni, a secco e con inchiostro.

Il foglio misura 22x32 cm. e la tiratura sarà come al solito limitata, anche a causa del supporto, originale e raro.


La sincerità dei collages October 22 2015, 0 Comments

Una delle tecniche che utilizzo da sempre è il Collage. L'applicazione di pezzetti di carte colorate, di varie misure e spessori su un supporto di carta o cartoncino.

Inizialmente lo abbinavo esclusivamente alla pittura.
Venti anni fa compensavo alcune parti del dipinto arricchendole con la magnificenza di una zona materica e quasi tridimensionale.

La ricerca costante di materiali diversi di allora mi ha portato all'attuale produzione di carte decorate e allo studio dei patterns decorativi.

Oggi il collage è per me una materia organizzata e solista, quanto la pittura.

Conservo ogni più piccolo ritaglio in una cassettiera lionese per fili di seta. Una specie di tavolozza composta pazientemente in anni e anni di raccolta.

Mi dedico alla composizione con un approccio più ludico di quanto non avvenga in pittura.

Utilizzo un metodo che mette al primo posto l'istinto. Appoggio i pezzetti, spostandoli sul piano, uno dopo l'altro, ascoltando i suggerimenti del mio subconscio. Alla prima reazione di appagamento, fisso la parte con la colla e proseguo. Al contrario, se il posizionamento mi crea disagio, muovo immediatamente il pezzo verso un altro punto del foglio. Alle volte però avviene qualcosa che assomiglia molto alla vita. Se lascio un pezzo che mi ha creato disagio in un punto del piano, alla lunga mi abituo a vederlo, e diventa parte della composizione.

Non posso immaginare una tecnica più sincera di questa. Dissimulare diventa impossibile.

I colori rappresentano l'allegria, il bianco valorizza le forme e i colori, il nero compensa e bilancia tutto il resto. Quanti teorici del passato hanno speso la vita per questi concetti...

Possedere qualche nozione di teoria delle ombre aiuta a completare l'opera con un carboncino.

Le manine, curve che si contrappongono ad ancoli acuti, ricordano Matisse, le decorazioni romantiche sono le stesse amate da Picasso. Loro mi hanno suggerito i fondamentali del cubismo sintetico e dell'astrazione. Ma i re dei collages rimangono il dadaista Kurt Schwitters, la grande grandissima Hannah Hoch, Juan Gris e Braque. Mentre in Italia abbiamo Gino Severini e Carlo Carrà, alcune opere sono esposte al Museo del Novecento a Milano. Mentre, tra le pubblicazioni più interessanti segnalo il catalogo di una mostra realizzata alla Galleria d'arte moderna di Torino.

Tra i contemporanei sono moltissimi gli artisti che si dedicano al collage virtuale. Ma io preferirò sempre ciò che si può toccare.

Il prossimo anno io, Margo Plenge e la Galleria Ai Tre Torchi festeggeremo il movimento DADA con un evento.

I miei collages saranno parte di questo evento.

La fotografia della cassettiera è di Valeria Maggiora

Il potere della controstampa September 09 2015, 0 Comments

Proprio l'altro giorno, mentre stampavo alcune copie di "Ciuffo" (la testa di una pecora biellese, tirata in pochissimi esemplari per alcuni amici allevatori) ho pensato: "chissà quanti conoscono il potere della... controstampa?"

Cosa è successo? Ho preparato una lastra con la tecnica della puntasecca (ho quindi inciso direttamente una matrice di plexiglass usando una punta di acciaio temprato). Il disegno, volutamente semplice e a mo' di schizzo risultava, una volta stampato, più chiaro delle aspettative.

Ho quindi usato una delle stampe di prova come matrice per lasciare l'esatto profilo della pecora su un pezzo di gomma blu.
Appoggiando il foglio con l'inchiostro fresco sul foglio di gomma e facendo un giro di torchio, l'immagine era pronta già speculare per essere ritagliata e inchiostrata con un rullino.

In pochi minuti, ho creato uno sfondo contrastato per la testa della pecora, ho finito la mia immagine e... l'ho consegnata in tempo record!

Quest'anno è stata la seconda tiratura per il mondo delle tradizioni piemontesi, se consideriamo la grande lineografia a colori con matrice a perdita realizzata per celebrare la Pecora delle Langhe, una razza in via di estinzione presente nella zona di Murazzano (CN)

Stampata in pochi esemplari su carta fabbricata a mano, misura 50x70 cm circa.


Consigli per pittori alle prime armi September 08 2015, 0 Comments

Esercitarsi è fondamentale. Soprattuto la ricerca dei colori sulla tavolozza è una delle attività primarie che consiglio a chi desidera crescere artisticamente.

E non è necessario avere idee fenomenali o scervellarsi alla ricerca di un concetto speciale.
Per esempio, questa copia dal vero ad acquerello con prove di colore mi ha dato grandi soddisfazioni.

Un frutto, un fiore, un oggetto qualsiasi può diventare una sfida all'ultima goccia di colore.

Cercate un libro, Lettere da Bellevue, gli acquerelli di Manet, vi ispireranno.


La natura, matrice di ogni cosa September 07 2015, 0 Comments

Nel corso dei miei studi sul paesaggio, ho compreso l'importanza di osservare profondamente le forme e i colori della natura che ci circonda. Al fine di rappresentarla.

Inizialmente ero portata ad osservare l'insieme, ora mi soffermo sulla varietà delle piante che compongono la scena. Verdi molto diversi tra loro, gialli, rossi bruciati, violacei e grigi. Forme allungate, filamentose, sferiche e spinose si alternano rendendo complesso il processo visivo.

Il sistema analitico mi ha lentamente portato a considerare ogni erba spontanea come un micro-universo meravigliosamente autonomo, spesso sottovalutato. Ho desiderato comporre un erbario, una sorta di atlante anatomico delle specie botaniche che ritrovo ogni volta che mi immergo in un campo e scopro tesori nuovi.

Alcuni di questi preziosi reperti, io li conservo, li inchiostro e stampandoli come matrici, ho la sensazione di fissare per sempre la loro ombra sul foglio.

Rimane il loro corpo, vegetale. A testimonianza del passaggio dalla vita breve di un pascolo alla vita eterna di un libro.

Le serie dei Corpi vegetali, ad oggi tre capitoli realizzati in altrettanti anni di ricerche, sono principalmente composte da stampe originali, uniche e irriproducibili realizzate su carte speciali, antiche ed introvabili. 

Il procedimento che porta all'immagine finale è più complicato di quanto possa sembrare a prima vista.

Sono infatti piccoli accorgimenti tecnici ed innumerevoli tentativi e fallimenti che portano a rare combinazioni fortunate.

Le forme di partenza sono spesso delicate e friabili, vengono essiccate solo parzialmente e inchiostrate con olii vegetali e pigmenti minerali.

Il risultato sono fogli volanti, leggerissimi, singoli o polittici in cartella.

 


15 inchiostri per 15 amici August 12 2015, 0 Comments

Ho atteso l'intervallo della Norma al Teatro Regio di Torino, per sistemare sulla poltrona di ciascuno di loro, una piccola cartella contenente qualche stellina portafortuna.

Mi rende felice il pensiero dei loro volti sorridenti, Nettie, Alayne, Lucy, Vineta... vi abbraccio, tornate presto!


Manuali antichi April 30 2015, 0 Comments

Le scoperte nel mondo delle edizioni dedicate alle tecniche grafiche e pittoriche non finiscono mai.

Fondamentali nello studio approfondito delle tecniche tradizionali,
quanto nella costruzione di esperienze didattiche per chi comincia.

Numerosi sono i libri, libretti, opuscoli che raccontano con grande precisione le esperienze di artisti
che scelsero di diffondere come dogma la loro ricerca artistica piuttosto che utilizzarla effettivamente.

Questa magnifica piccola edizione, per esempio, presenta una parte molto interessante
dedicata alla pratica, con tavole cromatiche originali dipinte a mano.

 

Un vero gioiello già solo per il frontespizio ornato e la lunga sequenza di contenuti
curati in ogni dettaglio e davvero utili per chi dipinge con le tecniche ad acqua.

Non fatevi trarre in inganno dal titolo "Il Maestro di Miniatura" perchè di miniatura si parla solo nel titolo,
o meglio, si deve intendere come un termine che indica il piccolo formato.
In un periodo in cui spesso i dipinti (battaglie, scene religiose...) avevano le dimensioni delle pareti,
un formato A4 si può effettivamente chiamare miniatura.


Dominoterie: ultime copie! April 11 2015, 0 Comments

del volume CARTE DECORATE / DOMINOTERIE che è ora ufficialmente in esaurimento.
Rimangono solo più due copie disponibili in vetrina.
in attesa della seconda edizione riveduta e corretta e magari anche arricchita di nuovi pattern,
godiamoci qualche scatto di Valeria Maggiora e leggiamo le esaustive recensioni che lo raccontano, su:


Frizzifrizzi

TizianaRomanin

Patternprintsjournal

InsideArt

ShabbyChicInteriors

 

 


Scegliere la Pochade February 04 2014, 0 Comments

La Pochade è la scatola che deve contenere tutto, ma proprio tutto l'occorrente per dipingere al di fuori di uno studio.

Ecco alcuni suggerimenti per sceglierla e allestirla al meglio per la riuscita di una giornata di pittura En-Plein-Air